Il lascito della civiltà contadina al territorio Pugliese è oggi considerato un vero e proprio bene culturale intimamente legato alla storia ed alle dinamiche sociali dei tempi che furono.

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Masserie di Puglia


 

 
Il termine masseria deriva da massaro, il coltivatore del manso, un piccolo possedimento feudale corrispondente ad un lotto di terra sufficientemente grande da servire al sostentamento di una famiglia. Il massaro poteva prestare la sua opera in condizione di libertà o di servitù e, in età comunale, fu via via sostituito dal mezzadro o dal piccolo affittuario. La realtà della masseria può essere considerata, in una prospettiva storica, l'espressione più concreta di un'organizzazione geo-economica intimamente connessa alla dimensione del latifondo e, di conseguenza, alle dinamiche sociali riguardanti i rapporti tra aristocrazia e borghesia, da un lato, e la popolazione contadina, dall'altro.

Le masserie erano dunque le grandi aziende agricole del passato, abitate talvolta anche dagli stessi proprietari terrieri, ma più spesso dai soli massari i quali stipulavano con il proprietario un contratto di mezzadria in base al quale i beni prodotti venivano divisi e ripartiti in parti uguali. La ragion d'essere di queste costruzioni era quella di assicurare una migliore gestione e cura dei grandi appezzamenti di terreno. Così, piccole comunità di famiglie, contadini e coloni scandivano la loro vita secondo i ritmi imposti dal lavoro della terra.

Per quanto concerne l’architettura, le masserie erano spesso complessi fortificati che racchiudevano all'interno un ampio spazio centrale aperto (la cosiddetta corte) che fungeva da aia e sul quale si affacciavano i vari edifici del complesso. La costruzione comprendeva di solito gli alloggi dei proprietari, quelli dei massari, le stalle ed i depositi per foraggi e raccolti. Normalmente questi edifici presentano poche aperture e finestre rivolte verso l'esterno (ciò era dovuto sia ad una questione di difesa che per evitare la dispersione del calore). Un robusto portone permetteva l'accesso al grande cortile anche alle carrozze e ai carriaggi da trasporto. 
La parte dell'edificio a scopo abitativo aveva di solito uno o più piani alti nei quali abitava il proprietario del fondo con la famiglia. I piani bassi erano invece ripartiti fra locali adibiti ad abitazione dei massari e locali utilizzati come deposito. All'interno del cortile vi erano anche le stalle per i cavalli o per i muli ed i locali per gli animali da allevamento. Altri stanze servivano da deposito per gli attrezzi da lavoro e come ricovero di cavalli.
Da diversi anni ormai si assiste fortunatamente al recupero di alcune di queste masserie storiche che vengono ristrutturate per essere adibite ad agriturismi, resort B&B. In tal modo, oltre a garantire servizi a turisti e residenti, si raggiunge anche l'importante obiettivo di preservare e valorizzare la conservazione di questi beni storici


 
 
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